Diorami

Diorami militari

Banchina portuale

Il diorama, realizzato dal Sig. Dino Dall’asta in scala 1:35, descrive una banchina nel 1942 sulla quale sono in corso operazioni militari. Un motoscafo veloce silurante MTSMA è ormeggiato in banchina con le cime di poppa fissate ad un corpo morto. Una gru sta calando un mezzo d’assalto MARDER composto da un siluro modificato con pilota, sotto il quale è posizionato un siluro esplosivo che veniva lanciato a vista contro l’obiettivo. Il sito è protetto da una mitragliera antiaerea quadrinata.


Barchino maiale

Il diorama, realizzato dal Sig. Dino Dall’asta in scala 1:35, rappresenta una banchina militare con edificio nel 1942. Sulla banchina è sistemato un siluro a lenta corsa SLC Maiale. In acqua, ormeggiato alla banchina, c’è un barchino esplosivo MTM


Barchino trasporto S.L.C.

Il diorama, realizzato dal Sig. Dino Dall’asta in scala 1:35, illustra un motoscafo nel 1942 appositamente progettato per trasportare due siluri a lenta corsa (S.L.C.) in prossimità degli obiettivi. Uno dei siluri è in acqua e i due operatori, già provvisti di tute e respiratori, stanno per imbarcarsi


Barchino esplosivo

Il diorama, realizzato dal Sig. Rolando Maeran in  scala 1:35, rappresenta un “barchino” del 1940 in carenaggio mentre si sta provvedendo alla sistemazione della carica esplosiva. Con la designazione generica di “barchino esplosivo” si intende una famiglia di mezzi d’assalto sviluppati dalla Regia Marina a partire dal 1935 e impiegati durante la seconda guerra mondiale. Complessivamente ne vennero realizzate circa 100 unità tra le diverse tipologie, la più numerosa designata M.T.M., Motoscafo Turismo Modificato. Fu usato in diverse azioni belliche, non tutte coronate da successo. La più clamorosa fu quella dell’affondamento dell’incrociatore britannico HMS York, nella rada di Souda sull’isola di Creta, la notte tra il 25 e 26 marzo 1941, ad opera di sei barchini al comando del tenente di vascello Luigi Faggioni che affondarono inoltre una petroliera da 8000 tsl, la Pericles. Un’azione contro il cacciatorpediniere francese Trombe venne realizzata a pochi giorni dal termine della guerra dal S. Capo della Regia Marina, passato poi nella Decima Flottiglia Mas di Junio Valerio Borghese, Sergio Denti. Denti, in mare aperto, avvistò il Trombe e la attaccò. Saltò dal barchino a 50 metri dalla nave. Il barchino la colpì creando un buco di 19 metri nello scafo. Ci furono 20 morti. La nave tornò in porto gravemente danneggiata.

L’originale

Lo scafo era in legno con carena a spigolo, con due chiglie paramezzale in noce su cui erano fissate le ordinate. Il fasciame era costituito da un doppio strato di listelli in compensato di faggio da 1,5 mm, fissati con perni in rame e ottone con interposto uno strato di tela impermeabilizzata. La coperta per essere calpestabile venne rinforzata con listelli longitudinali a sezione semitonda. Le sezioni dei compartimenti in cui erano sistemati la carica esplosiva e il motore erano amovibili, e fissati lungo il trincarino con viti a “galletto”. Il motore era costituito da un 6 cilindri Alfa Romeo di 2500 cc che sviluppava una potenza di 90HP. Velocità max 31 nodi con autonomia di circa 3 ore. Il gruppo poppiero costituito da due eliche controrotanti una a due pale sinistrorsa e una a tre pale destrorsa aventi diametro di circa 240mm.

Descrizione generale
  • Varo        1935
  • Tipo         Motoscafo Turismo Modificato
  • Funzione Mezzo d’assalto veloce
Caratteristiche generali
  • Dislocamento  1200 kg
  • Lunghezza ft   6,110 m
  • Larghezza       1,665 m
  • Propulsione  Motore Alfa Romeo tipo: 6c./2500
  • Potenza      90 HP
  • Velocità      31 nodi
  • Equipaggio 1 uomo
Armamento

Carica esplosiva Tritorital da 300-350 kg

Informazioni e foto originali tratte da: www.anaim.it

  • Scala   1:35
  •  Epoca 1940
  •  Il modello è un piccolo diorama realizzato in plastica e con particolari in ottone foto incisi rappresenta un “barchino” in carenaggio mentre si sta provvedendo alla sistemazione della carica esplosiva.

Siluro a lenta corsa

Il diorama, realizzato dal Sig. Rolando Maeran in  scala 1:35 e Lunghezza cm. 19, rappresenta un siluro a lenta corsa con due uomini di equipaggio nel momento di preparazione per una missione. In acronimo “SLC”, conosciuto anche come “maiale”, è un sommergibile tascabile di forma simile a un siluro, adatto a trasportare, a bassa velocità, due operatori muniti di respiratori subacquei autonomi ed una carica esplosiva da applicare occultamente alla carena della nave avversaria all’ormeggio. Venne usato dalla Regia Marina italiana durante la seconda guerra mondiale per azioni di sabotaggio contro navi nemiche, spesso ancorate in porti militarmente difesi. Una versione moderna è utilizzata dal Comsubin. Il mezzo è protetto da segreto militare e pertanto non vi è documentazione tecnica su di esso.

Da: Wikipedia, l’enciclopedia libera.   Approfondimenti storici

  •  Scala:            1:35
  •  Lunghezza: 19,0 cm
  •  Larghezza:    1,5 cm
  •  Piccolo diorama rappresentante il Siluro a Lenta Corsa con due uomini di equipaggio nel momento di preparazione per una missione

Mas 563

Il diorama, realizzato dal Sig. Dino Dall’asta in  scala 1:35, rappresenta un’imbarcazione del 1941. I MAS di questa serie avevano un raggio operativo di quasi 400 miglia e raggiungevano la velocità di 42 nodi. Avevano un equipaggio di 13 uomini. Erano armati con due siluri da 450 mm, una mitragliera Breda da 20 mm e sei bombe di profondità.

Cenni Storici


Diorami civili

Cucina vascello

Il diorama, realizzato dal Sig. Massimo Borsari di dimensioni cm 31×17,  riproduce la sala cucina di un vascello, la parte anteriore, verso prua, è il luogo di cottura, lungo la parete sinistra si trova un fornello di ferro, mentre a dritta c’è il luogo di detenzione per gli uomini dell’equipaggio in punizione. La ricostruzione è ispirata alla descrizione fatta da Jean Boudriot nella sua monumentale opera “Le vaisseau de 74 cannons” dove, in quattro volumi, viene minuziosamente analizzata sia la costruzione che la vita di bordo di un vascello della seconda metà del XVIII secolo. Nella realtà la cucina era posta sotto il castello di prua “non riprodotto nel diorama” ed era formata da una sorta di grande cassa dalle pareti laterali alte, costruita attorno a quattro colonne. Il fondo della cassa era riempito di sale grosso sul quale era posto uno strato di mattoni, come pure di mattoni era il rivestimento interno delle pareti e la parete divisoria. La cucina non era solidale con la struttura dello scafo perché, se così fosse stato, i movimenti della struttura avrebbero incrinato e distrutto la parete e i rivestimenti di mattoni. Il fissaggio era assicurato da robuste legature tra gli anelli fissati agli angoli della cucina e quelli posti sul ponte. La pentola era di rame e poteva contenere circa 600 kg di zuppa destinata all’equipaggio. I ganci sui supporti fissati alle colonne servivano per appoggiarvi il girarrosto. Il fornello accanto alla parete (altri due erano appoggiati alle fiancate) serviva per cucinare i pasti degli ufficiali.

  • Lunghezza:  31 cm
  •  Larghezza:  17 cm

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