Incrociatore lanciamissili andrea doria


L’Andrea Doria, costruzione 553, era una unità della classe Caio Duilio, classe di due navi: l’Andrea Doria, appunto, e la gemella Caio Duilio, costruzione 554, che ha dato il nome alla classe nonostante sia stata costruita successivamente. Queste due navi costituivano le unità di nuova concezione realizzate per assicurare scorta con protezione antiaerea e antisommergibile a formazioni navali e furono in questo senso il risultato di una indiscussa nuova fiducia della N.A.T.O. alle istituzioni italiane durante il periodo della guerra fredda tra il blocco occidentale e quello sovietico. Sebbene sufficienti ad assicurare una cooperazione con le forze multinazionali della N.A.T.O. Le unità italiane erano carenti sui sistemi di comando e controllo automatizzati. Le due unità della classe Caio Duilio vennero quindi ammodernate con l’installazione dei primi sistemi automatici di direzione delle operazioni di combattimento. (S.A.D.O.C. – 1). L’attività dell’Andrea Doria fu molto intensa e ricca di eventi. Varata il 27 febbraio 1963, ebbe come madrina la Signora Teresa Cavagnari, vedova dell’Ammiraglio d’Armata Domenico Cavagnari. Ricevuta la bandiera di combattimento dall’Ammiraglio Mario Bussola in nome del personale della precedente unità Andrea Doria il 3 agosto 1964, dopo il primo lancio sperimentale di missili, prese il mare per una campagna addestrativa in estremo oriente, in occasione delle Olimpiadi di Tokio, rientrando il 5 dicembre dopo aver percorso 22.294 miglia al comando del Capitano di vascello Giuseppe Galluccio. Successivamente effettuò un’altra crociera addestrativa di 13.010 miglia in Sud America al comando del Capitano di vascello Claudio Celli. Quindi fu destinata a Taranto il 19 gennaio 1965. Da allora compì numerose e svariate missioni insieme al comando interforze del Mediterraneo, in particolare si distinse nell’esercitazione Iles d’Or del 1973 che le fece meritare il titolo di “Nave dell’Anno”. Dal 1976 al 1978 fu fermata per lavori di conversione dell’apparato motore da nafta a gasolio e venne inoltre standardizzato il sistema di puntamento dei missili. Alla fine del 1978 fu di nuovo in oriente con le navi Vittorio Veneto e Stromboli per una missione umanitaria in favore dei profughi vietnamiti (si era in piena guerra tra americani e vietcong) e nel 1980 partecipò alle operazioni di ricerca ed identificazione del relitto del DC-9 dell’Itavia, inabissatosi nelle acque tra Ponza ed Ustica. Infine il 29 novembre di quello stesso anno attracca nel golfo di Napoli per soccorrere le popolazioni colpite dal terremoto dell’Irpinia. Trasferita come base da La Spezia a Taranto nel 1984, assume il compito di sede del comando della 2° Divisione Navale, partecipando alle missioni operative Libano 2 in supporto logistico al contingente terrestre inquadrato nella Forza Multinazionale di Pace. Nel 1986 partecipa all’operazione Girasole nell’ambito della crisi italo – libica di quell’anno. L’11 settembre 1992 vede l’ultima uscita in mare dell’Andrea Doria con a bordo lo staff della 2° Divisione Navale e al ritorno cominciano le procedure di messa in disarmo con un totale di 577.000 miglia percorse in tutti i mari del mondo.

Fasi del restauro dell’Incrociatore Andrea Doria

L’originale

Descrizione generale
  • Cantiere Cantiere Navale del Tirreno – Riva Trigoso
  • Anno Impostazione 1958
  • Anno del varo 1963
  • Anno di consegna alla M.M.I. 1964
  • Anno radiazione 1992
  • Anni di servizio 28
  • Miglia percorse 577.000
  • Motto Altius Tendam

Caratteristiche generali
  • Dislocamento 6.000 t
  • Dislocamento a pieno carico 6.500 t
  • Lunghezza f.t. 149,3 m
  • Larghezza 17,2 m
  • Immersione 4,9 m
  • Equipaggio:
  • N.47 Ufficiali
  • N.437 Sottufficiali, Sottocapi e Marinai Comuni
  • Totale N.484 Uomini
Propulsione
  • N.4 Caldaie
  • N.2 Turbine
  • N.2 Eliche
  • Potenza 60.000 HP (44.742 kW)
  • Velocità 31 nodi
  • Capacità serbatoio nafta 1.100 t
  • Autonomia 6.000 miglia a 15 nodi
Armamento
  • N.1 Sistema lanciamissili Terrier a due rampe
  • N.8 Cannoni  da 76/62 mm
  • N.2 Gruppi lanciasiluri MK anti/som. trinati
  • N.1 Sistema lanciarazzi SCARLT a 2 rampe multiple
  • N.4 Elicotteri Agusta Bell AB212-ASW
  • In alternativa N.2 Elicotteri Sikorsky SH3 Sea King

modello restaurato dai soci del gruppo ANVO

  • Scala            1:25
  •  Lunghezza 600 cm
  •  Larghezza    69 cm
  •  Modello interamente restaurato dai soci dell’Anvo, modellisti che con dedizione e professionalità hanno consentito di riportare il modello allo splendore originario.

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